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IL CONCIATO ROMANO DI CASTEL DI SASSO
pubblicato il : 05/03/2010    
Conciato romano(AGO PRESS) Tra i Monti Trebulani nel nord casertano, tutto sembra evocare la tradizione dalla topografia: la strada per arrivare lungo il costone del monte, la cascata di acqua, il piccolissimo borgo medioevale in pietra arroccato su un enorme sasso. Anche la toponomastica: Castel di Sasso, via Strangolagalli, Contrada Buonuomini, Azienda Agrituristica "Le Campestre". 
In questo luogo senza inquinamento acustico e ambientale, dall’aria fresca e pulita, protetto dai rumori assordanti e al riparo dalle emissioni causate dal traffico, che domina il verdeggiante paesaggio ‘campestre’ sottostante, topografia e toponomastica accolgono visitatori ed enogastronauti nell’unico presidio slow food in Campania per il formaggio e una delle fattorie didattiche della Regione Campania.
Il presidio, frequentato soprattutto per il ristorante all’interno dell’agriturismo che propone piatti tipici che variano secondo la stagionalità dei prodotti della terra, è gestito dalla famiglia Lombardi. Il prodotto tipico di punta, dalla storia antica, è il pecorino noto come "conciato romano". Si tratta di un prodotto che a Castel di Sasso è prodotto dal latte ovino delle oltre 200 pecore e capre allevate nella tenuta, conservato in anfore di terracotta con l’olio d’oliva, il peperoncino, il vino Casavecchia (anch’esso di produzione propria) e il sale, per un periodo che va da 6 mesi a 2 anni.
E’ un prodotto piuttosto difficile da trovare giacché ne è prodotto solo 500 kg l'anno (venduto a €40/kg).  La distribuzione è per scelta molto selettiva: oltre che presso l’agriturismo, è reperibile presso enoteche (in Campania, a Roma, Firenze e Modena) e ristoranti (in Costiera amalfitana, Costa Smeralda) che nel proporre prodotti ricercati che abbiano l’inclinazione al ‘raccontarli’ così da farli meglio apprezzare da appassionati e ospiti spesso stranieri e famosi (tra cui Robert De Niro).
La lavorazione del "conciato" dura complessivamente oltre 26 ore. Per questa produzione artigianale è utilizzato il latte crudo di pecora (80%) e di capra (20%), filtrato e fatto coagulare a temperatura ambiente con caglio naturale di capretto.  Successivamente, si passa alla rottura della cagliata, fatta a mano, che continua fino a quando la massa è ridotta fino ad assumere le dimensioni dei chicchi di riso. Sempre a mano, la cagliata viene raccolta, ben pressata e posta nelle ‘fuscelle’ (formelle di vimini). Ciascuna ‘fuscella’ viene poi girata 2-3 volte per dare al formaggio la forma classica e consentire la colatura del siero. Si continua con la salatura a mano in superficie da un lato e, dopo circa 12 ore, le forme vengono  capovolte e salate sull’altro lato. Dopo altre 12 ore circa, le forme vengono riposte nel ‘casale’ (una tradizionale struttura di legno di faggio aperta e protetta da una zanzariera) posta all’esterno e al riparo dal sole, per l’asciugatura. Una volta asciugate, le forme vengono prima lavate con l’acqua di cottura della tradizionale pasta fatta in casa, poi riasciugate e finalmente “conciate” con olio di oliva, vino rosso, timo selvatico e peperoncino. Le forme, una volta conciate, vengono poste in vasi di creta per un periodo di almeno 6 mesi fino a 2 anni, dai quali vengono prelevate, lavate e conciate.  
Il risultato è un prodotto caseario di grande personalità degustativa dovuta alla forte riduzione olfattiva, alle sensazioni alcoliche e di frutta matura al naso e alla piccantezza pronunciata.  
Il vino da proporre in abbinamento deve avere caratteristiche tali da non esserne sovrastato. Si consiglia un vino rosso asciutto ed elegante come Torgiano Rosso Riserva o un Velletri Rosso Riserva oppure un vino da dessert, strutturato e complesso come un passito invecchiato siciliano, o ancora un vino da meditazione con una pronunciata morbidezza come un Porto Vintage.
La tradizione della ‘nonna’ continua perché assieme alla Signora Liliana e al marito Franco lavorano il figlio Manuel con la moglie Eulalia, giovani perpetuatori della tradizione dal gusto antico, ma la cui ricerca è sempre più attuale.
(Phyllis De Stavola)
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Commenti (2)

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............provatelo in abbinamento anche con un ottimo Sherry.......

10/03/2010 09:47 - Salvatore LANDOLFO - Winevent
Nell'opinare gli abbinamenti preposti, mi sorgono una serie di interrogativi sul conciato romano. Ha oggi senso proporre un formaggio dal gusto talmente eccessivo da risultare nella maggior parte dei casi incommestibile. Ha senso proporre un formaggio dove il gusto di rancido risulta preponderante, per cui allo stesso modo dovremmo bere i vini che facevano i romani che in realtà erano solo aceto aromatizzato. Tralasciano il prezzo, che sicuramente è eccessivo, vorrei concludere auspicando una ricerca più seria su ciò che è prodotto di qualità, tralasciando un concetto di tipicità vuoto e sfruttabile solo a fini commerciali.

07/03/2010 17:30 - giuseppe
AGENZIA GIORNALISTICA ONLINE
  • pubblicato il : 03/09/2010
    (AGO PRESS) A luglio 2010, rispetto al mese precedente, il volume delle vendite al dettaglio è cresciuto dello 0,1 per cento sia nell'area dell'euro che nell'intera Unione. Su base annua, le vendite al dettaglio hanno fatto registrare un incremento dell'1,1 per cento nell'Ue-16 e dell'1 per cento nell'Ue-27. Lo rileva Eurostat, l'Ufficio statistico delle Comunità europee.
PRESS RELEASE
IL MAGAZINE
LUIGIDALISE.IT
  • pubblicato il : 30/08/2010
    Gli Usa tolgono l'asfalto, costa troppo
    Sempre più a corto di soldi per via della recessione, un numero crescente di contee dello stato di Detroit, capitale e cuore pulsante dell'industria automobilistica degli Stati Uniti, sono protagoniste di un trend che nessuno avrebbe mai immaginato: la conversione di rotabili poco trafficate e molto mal ridotte in strade bianche. Il servizio.
    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-08-29/tolgono-asfalto-costa-troppo-080153.shtml?uuid=AYMqApKC
    Sempre più a corto di soldi per via della recessione, un numero crescente di contee dello stato di Detroit, capitale e cuore pulsante dell'industria automobilistica degli Stati Uniti, sono protagoniste di un trend che nessuno avrebbe mai immaginato: la conversione di rotabili poco trafficate e molto mal ridotte in strade bianche.
    Il servizio (clicca qui).